6 Luglio, 2008 di Charlie

(Timur Bekmambetov - 2008 USA)
Wanted non brilla AFFATTO per originalità… vediamo un po’: impiegato che diventa eroe? checked. Cattivo che si rivela essere il padre? checked. Training dell’eroe? checked. Imparare a fare cose che si credevano impossibili? checked. Sparatorie coreografiche? checked. Ragazza bella e tostissima? checked. Il Fato come motore della storia? checked. Come avrete capito la fonte primaria è Matrix (scollegata però dal discorso “realtà virtuale”), più un pizzico di Star Wars, che male non fa. Per lo meno è fatto bene, gli inseguimenti in macchina sono clamorosi, e Angelina Jolie è in forma smagliante, toglie il fiato. L’epilogo invece lascia un po’… ehm… come dire… perplessi. Pago setteeuroecinquanta per vedere un blockbuster fracassone e mi vieni a dire che sono uno sfigato? Da uno che si chiama Timur non lo accetto.
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25 Giugno, 2008 di Charlie

(Louis Leterrier - 2008 USA)
Nonostante i molteplici sforzi per dare forma, credibilità e spessore a questo famosissimo supereroe, non sono bastati nè un grande regista (Ang Lee per il primo Hulk) nè un grande attore (Edward Norton) affinchè risultassero film decenti in proposito. Quello che ne esce è sempre un pasticcio di mostruosità, conflitti padre - figlia e rabbia repressa. Tra l’altro senza mai arrivare ad alcun chè di definitivo: parti Hulk e finisci Hulk, punto. A che pro allora? La risposta viene dal finale: per popolare gli Avengers.
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(Enrico Pau, 2006 - Italia)
No, non c’è un errore nella data: Jimmy della Collina è uscito a maggio, ben due anni dopo essere stato ultimato. Non affannatevi a cercarlo nelle multisale della vostra città: il film di Enrico Pau fa parte della categoria “belli e invisibili”, e ha trovato distribuzione in sala solo grazie all’impegno di Aranciafilm, già responsabile del “caso” della scorsa stagione cinematografica italiana, Il Vento Fa Il Suo Giro. Reduce da festival, premi e menzioni speciali, Jimmy della Collina è tratto dall’omonimo romanzo di Massimo Carlotto e racconta l’esistenza inquieta di un ragazzo di Sarroch, nella Sardegna Sud-Occidentale. Jimmy non ha neanche diciott’anni, e rifiuta con decisione un futuro da operaio di raffineria come il padre e il fratello. Sceglie la via della rabbia, della violenza, dell’illegalità, dell’angoscia che sconfinerà nella reclusione in un carcere minorile. Esiste una possibilità di riscatto per lui, o sceglierà l’autodistruzione? Il film di Pau è coinvolgente nel suo mostrare i percorsi del disagio giovanile, nel suo muoversi attraverso la vita vissuta e “vera” (gran parte dei protagonisti sono davvero ragazzi del carcere “La Collina”), nel suo scegliere come protagonista un antieroe sociopatico, scontroso, incomprensibile nei suoi scatti d’ira ma tratteggiato con sensibilità. Ottimi Nicola Adamo e Valentina Carnelutti. Si soffre un po’ per alcune semplificazioni e ingenuità di sceneggiatura, ma il film merita. Belle musiche dei Sikitikis, band cagliaritana prodotta da Max Casacci e Casasonica. Vi lascio con il link al sito ufficiale che viene aggiornato di volta in volta che si aggiungono delle proiezioni.
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(Mark Osborne e John Stevenson, 2008 USA)
Come cantava Carl Douglas: “everybody was Kung-fu fighting”… devo ammetterlo, è proprio una sorpresa il nuovo cartoon della Dreamworks. Lo studio americano si libera inaspettatamente dell’elemento principe dei suoi film d’animazione, ovvero quello stile parodistico vincolato alle miriadi di citazioni e riferimenti alla cultura popolare che ha fatto il successo di film come Shrek ma che era ormai divenuto pesante e poco originale. Questa volta si sceglie una trama semplice e lineare, che ironizza - ma con rispetto - sulla tradizione dei film di kung-fu, nasconde appena un accenno indiretto a una nota saga e regala un’ora e mezza di divertimento leggero e frizzante. Riuscirà il goffo panda Po a superare la diffidenza del maestro Shifu e dei “Furious Five” (Tigre, Gru, Mantide, Scimmia, Vipera) e meritare il titolo di Guerriero Dragone per sfidare il temibile e vendicativo Tai-Lung? Parte del fascino del film andrà putroppo perso nella versione italiana, in quanto legato all’assoluta qualità dei doppiatori: Dustin Hoffman è Shifu, Angelina Jolie è Tigre, Seth Rogen è Mantide, Jackie Chan è Scimmia, Lucy Liu è Vipera.. ma soprattutto, Po è Jack Black. Il nostro Panda sembra veramente la versione animata del comico americano, con la sua esuberanza, la goffaggine slapstick, la fisicità “eccessiva”, il suo essere uno scatenato e scanzonato antieroe.
Uscita prevista: 29 agosto 2008
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(M. Night Shyamalan - 2008, USA)
I lavori di M. Night Shyamalan sono piuttosto difficili da valutare. Il talentuoso regista indiano fece il botto, lo ricorderete, nel 1999 con Il Sesto Senso. Da allora ci si è sempre aspettati una riconferma, un film che riuscisse nuovamente ad amalgamare alla perfezione toni cupi, suspense, originalità, brividi, colpi di scena e cast in stato di grazia. Da allora Shyamalan ha continuato ad analizzare le forme del soprannaturale seguendo il suo stile personale e non curandosi delle critiche. Come i precedenti, E Venne il Giorno è un film che sa creare tensione anche solo con sguardi e silenzi, un film dalle forti suggestioni e dalla messa in scena potente e evocativa, frutto del talento visionario del suo regista. Come i precedenti, E Venne il Giorno “scricchiola” in più di un caso per una sceneggiatura non all’altezza e per una conclusione fumosa e non convincente (ok l’idea dell’atto inspiegabile della Natura ma.. è un po’ poco per costruirci un intero film). Per quanto mi riguarda, Shyamalan rimane un regista che ha delle idee fantastiche ma trova enormi difficoltà nel metterle in pratica e nel gestirne il sottotesto socio-culturale che invece gli sta tanto a cuore.
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E Venne Il Giorno (The Happening), di M. Night Shyamalan. Con Mark Wahlberg, Zooey Deschanel, John Leguizamo, Ashlyn Sanchez. (guarda il trailer)
Nel Nord-Est americano si susseguono morti strane e inquietanti che fanno pensare a qualcosa di apocalittico: un attacco terroristico? Un esperimento? L’insegnante di biologia Mark Wahlberg tenta disperatamente di salvarsi assieme alla moglie, al migliore amico e alla figlioletta di lui. Dal regista di Il Sesto Senso.
Noi Due Sconosciuti (Things We Lost In The Fire), di Susanne Bier. Con Halle Berry, Benicio Del Toro, Alison Lohman, David Duchovny. (guarda il trailer)
Il primo film hollywoodiano della regista danese Susanne Bier, ex-dogma, è un melodramma dalle tinte forti. Una giovane vedova (Berry) invita il miglior amico del marito (Del Toro) ad abitare con lei e i figli. E’ il disperato tentativo di far fronte comune di fronte al dolore più grande.
Un Amore di Testimone (Made of Honor), di Paul Weiland. Con Patrick Dempsey, Michelle Monaghan, Sidney Pollack, Kevin McKidd. (guarda il trailer)
Tom, scapolo incallito, evita qualunque relazione stabile; ma quando la sua migliore amica gli comunica che sta per sposarsi, si scopre perdutamente innamorato di lei. Nominato “damigella d’onore”, farà di tutto per dichiararsi prima che sia troppo tardi…
BUON CINEMA A TUTTI!
Escono anche: Il resto della notte, Corazones de mujer, 14 anni vergine, La notte dei girasoli, Feel the noise, Tutto torna.
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8 Giugno, 2008 di Charlie

(Micheal Gondry - 2008 USA)
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CHARLIE
Io lo sapevo che L’Arte Del Sogno era stato un semplice “calcare troppo la mano” e che Se Mi Lasci Ti Cancello non sarebbe rimasto solo tra i capolavori di Gondry. Da dove cominciare per elencare tutti i motivi per cui mi è stra-piaciuto Be Kind Rewind? E’ una favola metropolitana, parla di cinema e di come si raccontano le storie, parla di sogni, di persone che sognano, è un acceleratore di immaginazione, di creatività, di arte. Fa ridere (Jack Black STELLARE), anzi fa sbellicare, fa piangere (il finale, sigh sob), fa riflettere, fa innamorare. Ma soprattutto è la dimostrazione più eclatante che per fare un buon film non occorrono miliardi di dollari, ma miliardi di idee. Grazie Gondry per avercelo ricordato.
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LUCY
Lo spazio che ci riserviamo qui su Contrappunto non basterebbe ad analizzare a fondo le questioni portate in campo da Michel Gondry in questo suo ultimo film (Gondry, perdona loro per l’ennesimo maltrattamento nella traduzione di un tuo titolo!). Il potere di sognare con il cinema, il fascino dell’ “everyone can make movies”, il diritto d’autore, l’evoluzione del mezzo tecnologico, il cambiamento del mercato degli audiovisivi… la nuova acrobazia surreale di Gondry è un discorso sul cinema a tutto tondo. Ottima la scelta degli interpreti, dai grandi “vecchi” di contorno Danny Glover e Mia Farrow ai protagonisti: il misurato e timido Mos Def di Guida Galattica Per Autostoppisti e l’effervescente Jack Black, che magistralmente “imbrigliato” da Gondry riesce a “controllare” la sua esuberante fisicità regalandoci forse la sua prova più matura. Se in L’Arte Del Sogno il potere immaginifico del regista francese deragliava, in Be Kind Rewind (”per favore, riavvolgete”: è l’invito ai clienti del videonoleggio di Glover) torna sui binari per offrirci una commedia che è sì un innegabile e furbetto esercizio di stile, ma anche una riflessione originale, romantica e nostalgica da cui non possiamo non lasciarci affascinare.
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L’Anno In Cui I Miei Genitori Andarono In Vacanza ( O ano em que meus pais saíram de férias), di Cao Hamburger. Con Daniela Piepszik, Germano Haiut, Michel Joelsas, Paulo Autran. (guarda il trailer)
Anni ‘70: Mauro, 12 anni, brasiliano, viene affidato al nonno dai genitori costretti a fuggire dal paese a causa delle loro idee politiche mentre si instaura la dittatura.
Quando Tutto Cambia (Then She Found Me), di Helen Hunt. Con Colin Firth, Helen Hunt, Bette Midler, Matthew Broderick. (guarda il trailer)
Debutto alla regia per l’attrice premio Oscar, anche coprotagonista del proprio film. L’insegnante April si separa dal marito e perde la propria madre adottiva, ma viene contattata da quella che pare essere la sua madre naturale e si troverà a fare i conti con i misteri della propria vita.
Tropa De Elite - Gli Squadroni Della Morte (Tropa De Elite), di José Padilha. Con André Ramiro, Caio Junqueira, Milhem Cortaz, Wagner Moura. (guarda il trailer)
Rio De Janeiro, 1997. Nascimento, capitano di un corpo armato speciale, viene scelto per una missione a suo avviso insensata: “pacificare” il Morro de Turano in occasione della visita di Giovanni Paolo II. A tenerlo sotto costante pressione si aggiungono gli ultimi giorni di gravidanza della moglie.
BUON CINEMA A TUTTI!
Escono anche: Bratz, Chiamata Senza Risposta.
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4 Giugno, 2008 di Charlie

(Micheal Patrick King - 2008 USA)
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CHARLIE
Uomini tremate, le ragazze son tornate! Credavamo che ormai tutto fosse sistemato: Carrie insieme a Big, Charlotte e l’adozione, Miranda sposata con Steve, Samantha sulla via della monogamia. Ma la verità è che volevamo di più, e l’abbiamo avuto; quindi giù con nuovi (o vecchi) finali. Ma forse avrebbero dovuto chiamarlo Love And The City, del cinismo (vero o finto che sia) sulla vita sessuale delle 30enni c’è poco o niente: al contrario fanno presenza 2 grandi struggimenti d’amore che hanno per protagoniste Carrie (ovvio) e Miranda. Charlotte e Samantha fanno da corredo, ma è giusto così; Jennifer Hudson (l’assistente) non serve assolutamente a niente. Non posso e non voglio svelare la trama a chi ancora non si è decisa a vedere questo iper-glamourous (fortuna che il tubino di Carrie della sigla costava 5 dollari) chick-flick movie; dirò soltanto che rende pienamente giustizia alle 6 serie di Sex And The City. Mi prendo uno spazio per una osservazione personale. Le donne di ogni età dovrebbero imparare che sì, l’amore bussa alla porta presto o tardi però se quando l’hai ottenuto ti eclissi perchè sei tutta un cuoricino e usi le tue amiche come “tappabuchi per serate senza il tuo lui” prima o poi ti renderai conto che l’amicizia ha lo stesso valore dell’amore e - forse - sarà troppo tardi. Evviva gli amici!
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LUCY
Per sei indimenticabili stagioni, Sex and the City è stato, senza ombra di dubbio, uno dei meccanismi più azzeccati generati da quella grande fucina di sogni e sperimentazioni che è la televisione americana. Un prodotto libero, entusiasmante, evoluto, provocatorio, pungente. E di grandissimo impatto socio-culturale, tant’è vero che l’intero Paese si fermò per l’ultima puntata (febbraio 2004), che consegnò all’immortalità la serie ideata da Darren Star e Michael Patrick King. Quattro anni dopo, complice il successo di prodotti che devono molto a questa serie come Il Diavolo Veste Prada, ecco l’inevitabile (?) adattamento per il grande schermo delle avventure sentimentali di Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha. Peccato che della big sensation televisiva sia rimasto poco o niente: Sex and The City è assurdamente appiattito al livello di una qualunque commediola romantica. Una spruzzatina di nostalgia, qua e là un po’ di furbi ammiccamenti riservati esclusivamente ai fan (deliziosa la dichiarazione di Big con la scarpa al posto dell’anello), tanta tanta noia e una morale all’acqua di rose su un tema, quello dell’amicizia, che era già stato ampiamente dipanato negli episodi della serie. Certo, a un’appassionata come me ha fatto senz’altro piacere rivedere le “ragazze”. Ma devo contraddire il mio socio: questo film, due ore e 15 di mero product placement, non rende assolutamente giustizia a Sex and The City.
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3 Giugno, 2008 di Charlie

(Martin McDonagh - 2008 UK e Belgio)
A dir la verità mi aspettavo un film sboccato alla Lock And Stock o The Snatch, pieno di violenza, humor nero e personaggi improbabili. Non mi ci sono allontanato di molto, però non prevedevo la dolcezza di Bruges - la Venezia del Belgio - e il dramma di Colin Farrell (ultimamente sembra scegliere ruoli sofferti sull’orlo del suicidio, vedi Cassandra’s Dream)… Due sicari vengono esiliati dal loro “padrino” a Bruges dopo un’esecuzione finita male (Farrell colpisce e uccide un bambino) in attesa di nuovi ordini: l’uno, in ansia e coi sensi di colpa, non fa che insultare Bruges, l’altro, un po’ padre buono, rimane incantato dalla città. Il fine del viaggio si rivela essere l’assasinio di Farrell da parte di Gleeson che però si rifiuta e scatena l’ira del capo Fiennes. La trama è molto semplice dunque, ma costellata di pause da cartolina del Belgio, stacchetti comico-demenziali, momenti di profondo cordoglio e un pizzico di romanticismo (vedi la bella Clémence Poésy). Questo mix non è affatto male, le pecche stanno nella lunghezza e nell’improbabilità di alcune situazioni. Interessante anche la colonna sonora.
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