(Chris Weitz – USA 2007)
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CHARLIE
Io lo chiamerei “Storia di una Castrazione”. Eh sì, perchè a fronte di un romanzo dotato di una certa complessità intellettuale, di una filosofia che mette in discussione [la condizione umana, la questione religiosa, il rapporto uomo-Dio], il regista senza polso Chris Weitz è stato “gentilmente invitato” a forgiarne un giocattolone di appena un’ora e mezza. Anche Transformers dura di più: parliamone. Perciò se un cultore della trilogia Queste Oscure Materie può trovare il film interessante seppur tra gli sbadigli, non so cosa possa trarne un neofita. Elementi riusciti nonostante la fretta: i daimon (su cui evidentemente hanno concentrato tutte le forze creative), Lyra (brava!), Bolvangar e la Lama (qui si coglie davvero il rapporto uomo-daimon), Iofur (l’usurpatore del trono degli Orsi Corazzati), la Signora Coulter (Nicole è sempre Nicole). Quelli non riusciti: la Bussola (è il cuore del film, come hanno fatto a trascurarla? è come “sciupare” l’Anello del Potere!), le Streghe (personaggi fascinosi del romanzo, qui sembrano befane fashion), il Magisterium (un “cattivo” senza arte nè parte), i Gyziani, Lord Asriel… insomma tutto il resto. Quando poi ascolti battute del tipo “I nostri antenati commisero un grave errore e questo si ripercuote nei nostri cuori, quando diventiamo adulti” e sai che si tratta di Adamo ed Eva, del peccato originale e della cacciata dall’Eden, ti rendi conto di quanto il regista si stia nascondendo dietro un dito, o una foglia di fico. La consolazione mia e di Lucy sarà – forse – l’extended edition in DVD, di cui si vocifera l’uscita. Ma la gioia ancor più grande sarà sapere che Weitz è stato sostituito da alla regia del prossimo capitolo, La Lama Sottile, da uno spirito audace. |
LUCY Difficile descrivere in poche parole le sensazioni che suscita La Bussola d’Oro. Del resto, avrete notato una profonda discordanza nei commenti dei critici in questi giorni: chi lo liquida come “molto rumore per nulla”, chi lo ritiene il miglior fantasy degli ultimi anni. Di mio, posso dire che mi aspettavo decisamente di più. A livello di contenuti, avendo apprezzato molto il libro di Pullman, ho trovato che il significato profondo della storia sia stato eccessivamente semplificato. Ha influito senz’altro il timore, da parte della New Line, di un violento boicottaggio cattolico; ma il problema viene anche a mio parere sulla scelta di collocare l’uscita del film in pieno periodo natalizio, con target “familiare”. Sul piano filmico, alti e bassi: mediocre la regia di un Weitz burattino della produzione, con qualche sussulto (bella la coreografia del combattimento tra gli orsi); bene invece costumi, scenografie e piccoli dettagli, bene Dakota Blue Richards e Nicole Kidman; discreti gli effetti speciali; malissimo, senza appello la sceneggiatura, con personaggi buttati nella mischia a casaccio, dialoghi stiracchiati, scene cronologicamente invertite, tagli inspiegabili, vuoti narrativi. La Bussola d’Oro è un “calderone” che a tratti riesce quasi ad affascinare (di certo siamo anni luce da Eragon, Narnia o Terabithia), ma che alla fine non convince e soprattutto si rivela - paradossalmente, dato l’argomento trattato – senz’anima. La visione potrebbe risultare più gradevole a chi non abbia letto il libro (risultano più difficili ai neofiti i film di Harry Potter, ad esempio). Ma per scrive, sapendo che per questioni legali è stato estromesso dal progetto un certo Peter Jackson, c’è solo di che mangiarsi le mani.
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