
(Ang Lee, Cina / USA 2007)
Il grande regista taiwanese porta sullo schermo una storia ambiziosa e segnata dalla duplicità: collaborazionismo e Resistenza, amore e passione, Oriente e Occidente. Dove riesce maggiormente è nella forma: la fotografia di Rodrigo Prieto (21 Grammi, Brokeback Mountain…) è perfetta, come pure il commento musicale di Alexandre Desplat. Bravi l’icona Tony Leung e la rivelazione Tang Wei, bello il gioco delle parti (vita e teatro, mah-jong e corteggiamento…) e degli sguardi; ma dove Lee fallisce è purtroppo il coinvolgimento, l’emozione, che restano sospesi sul filo dell’ambiguità dei protagonisti e della loro relazione. Il che non è un difetto da poco per un film che racconta una storia di sentimenti e per un regista che con Brokeback Mountain ci aveva letteralmente straziato (a dire il vero, a me era scesa la lacrimuccia pure con La Tigre e il Dragone…). Insomma, un’opera patinata e freddina; sull’assegnazione del Leone d’Oro ho dei dubbi. Un consiglio: chi è interessato, scelga con cautela le modalità di visione… il rischio di trovarsi con dei deficienti che pensano di andare a vedere un porno è piuttosto elevato.

