
(Woody Allen – Gran Bretagna 2008)
Riciclaggio palese di Match Point: l’aspirazione e i piani per concretizzare i propri sogni vengono sabotati da un giro di ruota del Destino a cui non si può, non si vuole darla vinta anche a costo di sporcarsi le mani di sangue. E si inscena il delitto perfetto. Se avete dei nemici che per caso hanno visto entrambi i film e hanno quindi collezionato 3 possibili varianti di omicidio “da manuale” vi consiglio di guardarvi le spalle. Di nuovo nel Sogno di Cassandra (il titolo originale inglese, che riprende il nome della barca dei protagonisti) c’è poco: il personaggio che fu di Jonathan Rhys Meyers si sdoppia in Ewan McGregor – calcolatore arrivista senza rimorsi – e Colin Farrel – rappresentazione del senso di colpa morale e religioso. E’ quest’ultimo che la vorrebbe vinta stavolta, ma è poco approfondito. In certi punti il dramma che in Match Point impregnava la pellicola diventa quasi ridicolo, vedi la scena in cui i due fratelli decidono come “farlo fuori”. Insomma, nulla di nuovo da nessun punto di vista cinematografico: aspetteremo linfa nuova da Barcellona, nel suo prossimo film con Penelope Cruz.

