(Tim Burton, USA 2007)
Mai dimenticare, mai perdonare. E mai dubitare di quel geniaccio di Tim Burton, che ci consegna un’opera elegante, macabra, grottesca, sanguinaria, densa di humour nero e di componenti horror/slasher. Solo lui poteva riuscire nell’impresa di portare sul grande schermo il musical di Stephen Sondheim (sì, perchè di musical si tratta: lo sottolineo perchè troppo spesso mi capita di trovare al cinema gente che non ha idea di cosa stia guardando). Sweeney Todd è Burton creativamente parlando al suo meglio; alle sue dipendenze un Johnny Depp assolutamente strepitoso nei panni del barbiere sanguinario che cerca vendetta dopo aver perso la famiglia per le trame di un giudice corrotto. Buon cast di contorno: la sempre all’altezza Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Sacha Baron Cohen. Sweeney Todd vi spaventerà, vi farà rabbrividire, vi terrà incollati alle poltrone; e per ogni sorriso che vi strapperà, vi lascerà dentro un’onda di tristezza, perchè tutti i personaggi del film sono di fatto persone sole, chiuse in se stesse, escluse dal mondo. Ho già voglia di rivederlo.



In realta’la gente non sa che il film e’un musical,ma non sa neanche che nel film scorre molto sangue.
Burton ha portato in scena il teatro del Grand Guignol,in tutta la sua nauseabonda e realistica efferatezza.
Come puo’la gente saperlo se non ha mai seguito il genere horror nelle sue espressioni piu’caratteristiche?
Burton e’per forza un regista di cinema d’autore.
E neanche questo la gente puo’sapere.
La gente andra’al cinema con al massimo la curiosita’di vedere Depp cantare.
La gente non sa che Burton cita Bava e tutti i film della Hammer.
Sono sicuro anzi che la gente non capira’come sempre un fico secco del cinema di Burton.
Ma questo non ha molta importanza.
Burton ha per fortuna un suo pubblico di persone preparate e dall’animo sensibile.Dico per fortuna perche’altri registi dopo un film cosi’potrebbero anche essere messi in condizioni di non girare piu’un film.Burton da questo punto di vista e’un regista anche molto fortunato.Girare film con Depp comporta un certo potere.
Questo e’molto chiaro,credo.
Quello che importa davvero,dicevo,e’vedere cosa si inventeranno in Italia nel ridoppiare questo capolavoro.
La logica mi dice “sottotitoli”.
Lo dico con un senso di speranza,perche’altrimenti dovrei per forza attendere una versione inglese del film,rifiutandomi categoricamente di entrare in una sala in cui la proiezione comporti un doppiaggio con magari Renato Zero che canta Todd.
Rox
Ciao Rox, grazie per essere passato!
Naturalmente sono d’accordissimo in pieno con tutto quello che hai scritto. Burton in Italia è trattato più che altro come una “moda” da ragazzini che magari non hanno neanche mai visto Ed Wood oppure i suoi cortometraggi.
Come dici giustamente, per fortuna esiste anche un pubblico burtoniano preparato e sensibile.
L’altro giorno ho sentito un’intervista a Dante Ferretti, scenografo di fama mondiale che ha lavorato con tutti i più grandi Maestri del cinema, e paragonava Burton per creatività a Fellini. Che dire…
Per concludere, posso confermarti al 100% che per l’Italia è stata scelta la strada dei sottotitoli. E per fortuna!!
Io sono andato in un’altra citta per vederlo(tralaltro il cinema era piu piccolo di quello della mia città,ma nella mia città facevano Caos Calmo,non fanno mai i film di Burton apparte la Fabbrica di cioccolato),ho 15 anni e per non andare da solo mi sono fatto accompagnare da due miei amici.
io sapevo perfettamente di cosa si trattava,sono un fan di Burton,ho visto tutti i suoi film e i suoi cortometraggi…ma i miei amici credevano di andare a vedere un film alla Pirati dei Caraibi.
trovo la scelta dei sottotitoli più appropriata,e anche se non amo i musical apparte qualche eccezione,questo film film ti trascina non solo con le musiche ma anche con una buona scenografia…
uno dei migliori Burton secondo me.peccato che la gente lo vede solo perchè c’è Depp o perche vede scritto nella locandina 3 canditature oscar.
Lo rivredrò prestissimo,cosa che non faranno i miei amici