(Pete Travis, USA 2008)
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CHARLIE E’ stato scelto per “carestia” e non è bastato a saziare la mia sete di buon cinema: intrigo da puntata dei Teletubbies, attori scialbi (Dennis Quaid, William Hurt) o su di giri (Forrest Whitaker) o con poco spazio (Matthew Fox e Sigourney Weaver), azione senza mordente. Non andate a vederlo. Data la scarsità di temi interessanti, farò una digressione sulla popolazione cinematografica. Ammetto l’esistenza di persone che partono alla volta delle multisale privi di idee su cosa li aspetti, tipo “andiamo al cinema stasera?” e basta. Non condivido, ma lo ammetto. Poi quando tu, signor privo-di-idee, arrivi al luccicoso multisala, cosa ti costa sfilare un volantino con i film in programmazione e leggerti le 2 righe di riassunto? Non fermarti alle figure! In questo modo potrai dedurre che, se il film prescelto si chiama PROSPETTIVE per un delitto, nel film saranno raccontate diverse visioni della stessa vicenda. O no? Potrai risparmiarti di COMMENTARE CON DISPREZZO e RIDICOLIZZARE ogni flash back, ogni scena ripetuta. Ma forse non si tratta di questo; forse l’avresti fatto anche se avessi letto il fogliettino. Perchè la popolazione cinematografica da multisala e da Natali In Trasferta, in mancanza di quest’ultimi, si riversa dove capita. E non auguro la loro compagnia a chi, come me e Lucy, crede nella magia del cinema. |
LUCY L’idea di per sè non sarebbe neanche male: raccontare un evento criminoso filtrandolo di volta in volta dal punto di vista di un personaggio diverso, immergendo così uno spettatore in una narrazione a 360°. Ma il condizionale è d’obbligo: l’idea non è affatto originale (Akira Kurosawa, Rashomon, 1950: capolavoro) ed il film risulta infarcito di rimandi televisivi, personaggi tratteggiati a malapena, inseguimenti mal coreografati (rivedersi la serie di Bourne, please), attori sprecati (Quaid un pezzo di marmo, Hurt e Whitaker in vacanza premio, Weaver che non può salvare la baracca da sola). Aggiungiamo pure che dopo 10 minuti si capisce già la fine, e siamo a posto. Ciò nonostante, la brevità e l’azione concitata renderebbero Prospettive di un delitto anche guardabile, se il tutto non si risolvesse con la solita morale yankee. Considerando l’ambientazione (finta) spagnola, poteva essere l’occasione per un approccio diverso alla questione del terrorismo. Concludo con un appello a Hollywood: più Matthew Fox sbarbato e in completo giacca-cravatta sarebbe cosa buona e giusta. |
(Trailer)


