(Roland Emmerich, 2008 – USA)
10.000 AC tratta della difficile condizione in cui vivevano i poveri mammuth nella fase post-preistorica: cacciati sulle montagne e schiavizzati nel deserto. Poi parla anche di dodos assassini o forse struzzi giganti carnivori. Ah, non vorrei dimenticare uno dei personaggi chiave, dotato di una psicologia veramente complessa, la tigre dai denti a sciabola. Negli intercalari tra questi importantissimi eventi si inseriscono scene assurde, noiose e sceneggiate con un pressapochismo che sfiora la demenza, di cui gli umani sono protagonisti. In particolare vorrei citare l’inettitudine dei 2 protagonisti, Bleh e Ebola, ah no, D’Leh e Evoleth, che poverini loro ci credono anche ma con un copione del genere neanche Leonardo Di Caprio e Kate Winslet avrebbero potuto fare di meglio. Voglio fare un paragone azzardato: prendete 10.000 AC e comparatelo con Apocalypto. La storia – seguitemi vi prego senza inorridire – è piuttosto similare: una civiltà potente fa incetta di schiavi nelle tribù attorno, ci sono inseguimenti, ci sono creature pericolose, c’è una donna da salvare. Però il caro vecchio Mel è interessato alla credibilità del personaggio, fa sì che prenda vita; Emmerich invece è lì che guarda al 10.000 esimo pelo del mammuth per controllare che sia in piega… La differenza diventa abissale. Tuttavia mi pare di aver intravisto questo film nella classifica dei 10 più visti negli States: è proprio vero che tira più un pelo di Mammuth che un carro di buoi.



ahahhhhh, sociooo mi hai fatto sbellicare!
insomma: sul tema preistoria, L’ERA GLACIALE tuttalavita!