(George Clooney, 2008 – USA)
|
CHARLIE Per quanto sia perfetto nel suo stile anni 20, per quanto siano adorabili George canaglia e Renèe bisbetica, per quanto sia originale raccontare delle origini del football professionistico… questo film è davvero noioso. Sembra che possa decollare, ha diverse occasioni per farlo, ma poi non concretizza. Neanche il bravo John Krasinsky riesce a dirigere la storia verso la commedia. La sintesi denota il mio disappunto: George deve aver preso troppi Nespresso. |
LUCY Anche con Leatherheads (il titolo originale di questo film, dagli elmetti di cuoio indossati dai giocatori di football) il Clooney-regista si conferma autore ricercato e mai banale. Questa volta si diverte a ricreare le atmosfere dell’America anni ‘20, avendo come modello dichiarato le commedie sofisticate in cui rifulgevano star come Cary Grant, Katherine Hepburn, Clark Gable e via dicendo. Il gusto di questo film sta proprio nell’omaggio – che passa dalla fotografia alla scenografia ai tempi scenici – a un cinema che non c’è più, e pazienza se la sceneggiatura soffre di qualche calo di tensione. Ovviamente resta, mascherata, la cifra ideologica di Clooney che prosegue una personale indagine sul tema della libertà. Di buon livello le interpretazioni, da Clooney stesso alla Zellweger (che al mio parere dà il massimo in questo genere di ruoli “vintage”, come in Abbasso l’Amore) fino alla star di The Office John Krasinski. Citazione d’obbligo per la scena iniziale, con tanto di mucca: nella sua semplicità, da applausi. |


