(Robert Luketic, 2008 – USA)
Il timido Ben, brillante studente del MIT, viene reclutato – inizialmente controvoglia – da uno dei suoi professori per far parte di un team che sbanca i casinò di Las Vegas contando le carte del blackjack con complicati calcoli matematici. Sviluppo più che prevedibile: in due ore di film (troppe) scopriamo che il professore non è esattamente un modello di virtù, che Ben conquista la bionda di turno, rinnega gli amici sfigati con conseguente senso di colpa, e si gode soldi, auto lussuose e cocktail per poi tornare a casa con le pive nel sacco e la classica lezioncina di vita all’americana (i soldi non fanno la felicità, blablabla zzzzzzz). Film dunque banalotto e leggero come una piuma, con contorno di musica trendy e vedute da cartolina delle mille luci di Las Vegas, che si salva giusto per un paio di sequenze delle partite di blackjack e per i momenti in cui sale in cattedra il vecchio volpone Kevin Spacey (Laurence Fishburne, invece, è una macchietta). Il giovane Jim Sturgess (Across The Universe) conferma di avere il carisma da protagonista unito ad un fascino da bravo ragazzo assolutamente non banale, ma lo si attende alle prese con sceneggiature un po’ più solide.


