(Wes Anderson – 2007 USA)
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CHARLIE Temevo un po’ la “pazzia creativa” di Anderson e forse a ragione: per i tre quarti del film non avevo la più pallida idea di dove volesse andare a parare il regista con questo strano viaggio catartico di 3 strani fratelli. Però pian piano si delineava un’idea, emergeva da tutte le puttanate – pardòn – spirituali che Francis impone a Jack e Peter una grande verità: che non contano niente, che l’essenziale paradossalmente è un altro, molto più concreto. E’ il rapporto familiare, d’amicizia, amoroso, fatto di tanta realtà e poca meditazione; è quando questo manca che ci si inventa “santoni”. Emblematica è in questo senso la figura della madre (strepitosa Anjelica Houston) che propina perle di saggezza e si dilegua nella notte. Insomma siamo sulla scia dei Tenenbaum, anche se quest’ultimo era più facilmente digeribile. Da ricordare, per chi non lo sapesse, l’esistenza di un cortometraggio legato alla storia di The Darjeeling Limited: si tratta di Hotel Chevalier, una specie di prequel con protagonisti Jason Schwartzman (Jack) e Natalie Portman. |
LUCY Personale, eccentrico, surreale, tragicomico: il nuovo film di Wes Anderson soddisferà senz’altro i fan del regista americano. I topoi andersoniani ci sono tutti: colonna sonora anni ‘70, colori accesi, inquadrature stracolme di oggetti e dettagli, gusto retrò, antieroi svogliati e viziati, tic e tormentoni, Bill Murray (qui purtroppo solo in un cameo). La genialità del film, che pure non è all’altezza dei Tenenbaum, si riassume nella splendida battuta di Jack (Jason Schwartzman): “Come ha fatto il treno a perdersi?? Viaggia sui binari!”. Un’elegante metafora della vita dei tre fratelli, che la morte del padre ha deviato dai binari prestabiliti (paternità, relazioni, lavoro). Simbolicamente, il film inizia e si conclude circolarmente nella stessa situazione, ma con significativi cambiamenti, segno di un’avvenuta maturazione. Chiuderei citando la prova recitativa di Owen Wilson, habitueé andersoniano: al di là dell’inquietante parallelo tra il personaggio di Francis Whitman e la vita reale di Wilson (entrambi hanno tentato il suicidio), l’attore americano possiede uno spessore drammatico a mio parere sminuito dai numerosi ruoli comico-demenziali in cui siamo abituati a vederlo. |



DAI….SEI UNO SCHIFOSO
Avevi detto che lo andavamo a vedere insieme…
Se è tipo Tenembaum, bene…l’importante è che non sia la solit commedia alla Lars e una ragazza tutta sua…ma se invece è più simile a Little miss sunshine, lo andrò vedere…
ricordati la promessa di The fall, se no m’arrabbio
Ste