(Adam Brooks – 2008 USA)
Che gran voglia di accoccolarsi sul lettone insieme ad Abigail Breslin ed ascoltare il racconto di papà Ryan Reynolds sugli amori della sua vita. Una storia semplice (ma anche “complicata”!) su come ci si possa innamorare, essere voluti e non volere, essere lasciati, ferire e venir feriti; su come in una storia d’amore siano importanti non solo le persone, ma anche il momento in cui si incontrano (sagge parole, April…). Il bello è che si segue la vicenda con lo stesso grande interesse che prova la piccola, che ci si avvince dei colpi di scena anticipandone qualcuno e rimanendo col fiato sospeso per un altro. Il finale poteva essere più triste e realista, ma si è scelto di far contenti Little Miss Sunshine e quindi la durata (espansa) ne risente un po’. Tuttavia ottima, veramente ottima sceneggiatura, cosa inaspettata per un film che si preannunciava la solita commediola, tipo il risibile Sapori e Dissapori (Abigail si è redenta di nuovo). Non-plus-ultra (per quanto abbiano poco spazio) Kevin Kline ubriacone e LEI, Rachel Weisz, in tutto il suo splendore… che canta: ovazione.


