(Mark Palansky – 2008 USA)
La favola comincia come la miglior tradizione vuole, ovvero con una maledizione lanciata su una famiglia aristocratica che si era opposta all’idea del primogenito di sposare una serva: la prima figlia della ricca dinastia dei Wilhern sarà destinata ad avere sembianze di maiale finchè non verrà accettata da “qualcuno delle sue stesse origini”. Conosciamo Penelope – una dolcissima Christina Ricci con naso suino – che vive segregata in casa e si presta a strani appuntamenti “al buio” organizzati da sua madre per farle trovare il principe azzurro che avrebbe spezzato l’incantesimo. Ma vivere nell’attesa di essere “diversa” non la aiuta ad accettarsi per quella che è, e capito questo Penelope decide di uscire dalla gabbia dorata e conoscere il mondo… E’ una storia molto carina, i comprimari sono molto simpatici (il nano detective, la madre per eccellenza dopo Mamma Ho Perso L’Aereo, il bello e dannato James McAvoy, Reese Witherspoon versione Vespa) e la morale stavolta la fanno i bambini. La vicenda amorosa è un po’ buttata lì, ma il risultato complessivo è discreto.


