
(Martin McDonagh – 2008 UK e Belgio)
A dir la verità mi aspettavo un film sboccato alla Lock And Stock o The Snatch, pieno di violenza, humor nero e personaggi improbabili. Non mi ci sono allontanato di molto, però non prevedevo la dolcezza di Bruges – la Venezia del Belgio – e il dramma di Colin Farrell (ultimamente sembra scegliere ruoli sofferti sull’orlo del suicidio, vedi Cassandra’s Dream)… Due sicari vengono esiliati dal loro “padrino” a Bruges dopo un’esecuzione finita male (Farrell colpisce e uccide un bambino) in attesa di nuovi ordini: l’uno, in ansia e coi sensi di colpa, non fa che insultare Bruges, l’altro, un po’ padre buono, rimane incantato dalla città. Il fine del viaggio si rivela essere l’assasinio di Farrell da parte di Gleeson che però si rifiuta e scatena l’ira del capo Fiennes. La trama è molto semplice dunque, ma costellata di pause da cartolina del Belgio, stacchetti comico-demenziali, momenti di profondo cordoglio e un pizzico di romanticismo (vedi la bella Clémence Poésy). Questo mix non è affatto male, le pecche stanno nella lunghezza e nell’improbabilità di alcune situazioni. Interessante anche la colonna sonora.

