(Guillermo Del Toro, 2008 USA)
2004: il regista messicano Guillermo Del Toro porta sul grande schermo la genesi di Hellboy, supereroe politicamente scorretto e “diavolesco” (in tutti i sensi..) agente del Dipartimento per la Ricerca sul Paranormale. 2008: quattro anni e una manciata di Oscar dopo, Del Toro torna alla riscossa riproponendoci il gigante rosso interpretato nuovamente da Ron Perlman. Il nemico che “Red” e i suoi colleghi del dipartimento dovranno affrontare è il temibile principe elfico Nuada, determinato a risvegliare un invincibile esercito da scatenare contro gli esseri umani. La differenza con il primo film (interessante ma “ingessato”) è sostanziale: il successo di critica ottenuto per Il Labirinto Del Fauno garantisce carta bianca al regista, che può distaccarsi dal fumetto d’origine e liberare la propria scrittura e soprattutto il proprio talento visionario. Hellboy – The Golden Army è allora una fiaba dark che ha ben poco di umano e che si snoda tra creature fantastiche, combattimenti e momenti romantici. Da antologia la scena in cui “Red” e l’anfibio Abe si ubriacano e confidandosi le rispettive pene d’amore cantano insieme “Can’t smile without you” di Barry Manilow.


