
(Andrew Adamson, 2008 USA)
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CHARLIE La noia e lo schifo. Punto. |
LUCY Lo ammetto: l’unico motivo per cui ho guardato con curiosità l’adattamento del secondo libro della saga ideata da C.S. Lewis è la presenza dei nostri Pierfrancesco Favino e Sergio Castellitto. Non fosse stato per loro, avrei tranquillamente evitato, considerando la pena provocata dalla visione dell’orrendo Il Leone, la Strega e l’Armadio. Rispetto a quest’ultimo, Il Principe Caspian senz’altro elimina gran parte della pomposa retorica e aggiunge molta più azione: per lo meno, quindi, è guardabile, se non altro in quanto a ritmo. Ma non per questo merita un voto sufficiente: i protagonisti, non più bambini, sono teenager che sembrano usciti da High School Musical e recitano con convinzione battute degne della recita delle scuole medie. Spicca in particolare Ben Barnes (Caspian), che con perenne occhio da pesce lesso tratteggia un ruolo che meriterebbe il titolo di eroe più stupido della storia del fantasy. Ad aggravare la situazione c’è la scelta del regista Adamson di puntare al modello più alto: la scopiazzatura di espedienti narrativi e visivi – nonchè di intere sequenze con relativi movimenti di macchina – del Signore degli Anelli è quantomeno imbarazzante. Si salvano, per l’appunto, Castellitto (lo spietato Lord Miraz) e Favino (l’ambiguo Generale Glozelle), che emergono dalla mediocrità cercando di dare profondità ai loro villains. |


Socio, sei poco professionale ma ti adoro