
(David Fincher, 2008 USA)
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CHARLIE Il Curioso Caso va affrontato con la stessa disposizione d’animo dei bambini di fronte a una favola: non ci si può questionare su come nasce Benjamin o come muore, è così e basta. Perciò è importante ricordarsi per tutto il film della parabola iniziale – scollegata da tutta la storia – ovvero l’orologiaio che costruisce l’orologio che funziona al contrario per ricordare le giovani vite spente in guerra. Le vicende di Button sono quelle di un “diverso” che cerca il suo posto nel mondo, coraggioso nel farlo e nel confrontarsi con i personaggi che incrociano la sua strada: il burbero generoso capitano, l’algida moglie della spia, la madre adottiva, gli anziani abitanti dell’ospizio dove cresce. Ma soprattutto la bellissima Daisy, che conosciamo bambina e lasciamo sul letto di morte con l’uragano Katrina che imperversa fuori dall’ospedale. Per quanto non brilli per originalità (moltissimi rimandi a Forrest Gump, una scena alla Amelie Poulaine e atmosfere alla Una Lunga Domenica Di Passioni), tuttavia l’idea base [una vita al contrario] è ben sviluppata e apre con delicatezza diversi spunti di riflessione sul nostro concetto di vecchiaia e sulla morte. Gli effetti speciali sono talmente perfetti da sembrare normali (ad esempio Brad Pitt bambino-vecchio sulla sedia a rotelle, o adolescente), le immagini dai toni seppia (contrapposte ai colori freddi dell’ospedale nel presente) aiutano lo spettatore a calarsi nella storia e le interpretazioni sono ottime (Brad Pitt fa del suo meglio, Cate Blanchett è spettacolare, bravissima la madre nera Taraji P. Henson e Tilda Swinton). Fincher cambia registro (dopo Seven e Zodiac) e sa stupire ancora. |
LUCY Chi conosce il cinema di David Fincher sa che ogni suo titolo è una sfida. Sa che il suo è un cinema di scelte coraggiose, di luci e ombre: e quest’ultimo non fa eccezione. Il curioso caso di Benjamin Button, candidato a tredici premi Oscar, è la storia di una vita al contrario: Benjamin nasce vecchio e muore bambino, e mentre vediamo srotolarsi sul grande schermo la sua vita giocoforza fuori dall’ordinario – e segnata dall’amore per la bella Daisy – siamo trasportati in uno struggente e poetico viaggio sul significato dell’esistenza, del tempo, della morte, del sentimento. A sceneggiare questo ‘curioso caso’, partendo da un racconto di Francis Scott Fitzgerald, è Eric Roth, premio Oscar per Forrest Gump (e il film di Zemeckis è rievocato in più di un’occasione, dal colibrì/piuma all’importanza della figura materna fino all’insistenza sul concetto dell’imprevedibilità della vita). Monumentale ed epico, forse un po’ troppo lungo, forse incompiuto: ma di certo, Benjamin Button è un film bellissimo, commovente, poetico nella fotografia ’seppiata’ di Claudio Miranda, rivoluzionario nel dispiegamento degli effetti speciali. Interpreti convincenti, da Pitt a Tilda Swinton a Taraji P. Henson, ma su tutti svetta una luminosa Cate Blanchett. |

