
(J.J. Abrams – USA 2009)
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CHARLIE Non abbiate timore della grossa eredità della saga, voi che come me di episodi di Star Trek ne avete visti pochi o nessuno; non schifate a partito preso questo film, voi che storcete il naso di fronte alla fantascienza. Da cinefilo amatoriale ancora fatico a visualizzare nella mente le chiavi di successo o di insuccesso di una pellicola, tuttavia è palese come Star Trek di JJ Abrams faccia mangiare la polvere a tutti i Guerre Stellari degli ultimi tempi. Già aveva fatto un ottimo lavoro con Cloverfield, dove alieni inferociti attaccano Manhattan ripresi da telecamere portatili; ma con il suo ultimo lavoro si merita un applauso. Perfetto equilibrio tra azione e dialoghi (e poco “chiasso”, a dispetto di Star Wars e Transformers, tanto per fare due esempi), effetti speciali da urlo (quanto mi piace il teletrasporto!!!), attori azzeccati (Zachary Quinto in primis, ovvero il nuovo Spok), emozioni a volontà (la morte di Winona Ryder, l’amore di Zoe Saldana). JJ Abrams riesce a giocare con il mito del serial che ha fatto la storia della TV anche prendendolo in giro (“Quel bastardo con le orecchie a punta”) e giocando a sorpresa la carta Leonard Nimoy. Rimpiango giusto la mia mancanza di nozioni su Star Trek, perchè mi è mancato il brivido che ogni fan prova vedendo comparire i personaggi storici “ringiovaniti” e chiamati per nome. |
LUCY Trovo assolutamente interessante come, nel giro di pochi anni, un paio di ‘nerds’ di provenienza televisiva come Joss Whedon e JJ Abrams abbiano – il primo con Serenity (2005), il secondo con questo Star Trek – letteralmente ‘dato la paga’ alla fantascienza fracassona dell’ultimo Lucas e compagnia bella, dando nuova linfa vitale al genere. La ricetta è semplice: personaggi accattivanti, ironia, effetti speciali curati, senso di familiarità ed elementi etico-morali ben dosati. C’era un po’ di apprensione per il ritorno di Abrams in cabina di regia, tre anni dopo quel Mission: Impossible III giustamente tacciato di essere troppo televisivo: ma fin dalle prime immagini di Star Trek, che ci investono con il respiro epico della battaglia tra la USS Kelvin e i Romulani e l’eroico sacrificio di Kirk Sr., il problema appare pienamente superato. Riuniti i collaboratori più fedeli (Kurtzman e Orci alla sceneggiatura, Giacchino alle musiche, Lindelof in produzione), Abrams riesce nell’impresa di rilanciare il franchise creato da Gene Roddenberry con ritmo e freschezza d’intenti, coniugando novità ed elementi familiari ai fan, raggiungendo un ottimo livello di intrattenimento spettacolare. E con un semplice ma geniale espediente di scrittura ‘resetta’ gli ultimi 40 anni, abbattendo di fatto qualunque limite al proseguimento della saga e ponendo le basi per arrivare ancora una volta “là dove nessun uomo è mai giunto prima”. |


io continuo ad essere dubbioso. ma vorrei andare a vedere quel certo film horror in 3D, per cui me ne sto zitto e incasso…
fab, già sapevo che non sarei riuscito a convincerti… ma se vai a vedere sanvalentinodisangue3d (tagline: non spezzarmi il cuore o una roba del genere) perdi di credibilità…