
(Greg Mottola, 2008 USA)
Davanti a un film come Adventureland non si può non sbattere la testa contro il muro e non domandarsi per quale motivo in Italia siamo condannati a teen movies sulla falsariga di Tre metri sopra il cielo invece di opere come quella di Greg Mottola. Temo purtroppo che la domanda esistenziale “Perchè a noi Moccia e a loro Mottola?” non avrà mai risposta; perciò godiamoci questo Adventureland, variazione sul tema del ‘coming-of-age’ e dell’estate che vi cambierà la vita. Fine anni ‘80: si narra la storia del giovane James, che vede improvvisamente svanire il sogno di un viaggio in Europa e di studiare giornalismo a New York a causa dei problemi finanziari della sua famiglia. Bloccato nella natìa Pittsburgh, riesce a trovare lavoro solo nello sgangherato Luna Park cittadino, ricettacolo di adolescenti scombinati e adulti che non sembrano avere intenzione di crescere. L’esperienza estiva gli varrà come crescita e catarsi, tra autoscontri sulle note dei Cure e batticuore per la tormentata Em. Pur partendo da premesse tutt’altro che nuove, Mottola (regista anche di Superbad) innerva il film – onesto, romantico, divertente, malinconico – di una nota dolceamara che lo rende apprezzabilissimo. Notevoli i due protagonisti: da un lato Jesse Eisenberg (James), già visto in prodotti indie come Il calamaro e la balena, dall’altro Kristen Stewart (Em), che pre-Twilight già dimostra, come in Into the wild, di saper tratteggiare i propri personaggi con un’intensità fuori dal comune.

