(Rise of the Planet of the Apes, Rupert Wyatt – USA 2011)
Ricordiamo tutti il cult di Franklin J. Schaffner del 1968, in cui l’astronauta Charlton Heston si trovava alle prese con scimmie evolute al punto di soggiogare l’intera razza umana. Dopo 4 seguiti e un remake (di Tim Burton, francamente inguardabile), gli dèi di Hollywood hanno ritenuto che fosse il momento giusto per una nuova aggiunta alla saga de Il Pianeta delle Scimmie, e hanno optato per una via di mezzo tra un prequel e un reboot. Il nuovo capitolo, affidato al regista inglese Rupert Wyatt, narra le premesse che hanno portato all’evoluzione e alla ribellione delle scimmie, ma non si preoccupa più di tanto di riallacciarsi pedissequamente all’originale (rispetto al quale sono presenti comunque un paio di riferimenti che non sfuggiranno ai fan) quanto di porre le fondamenta per una nuova saga reinventata. Il risultato è sorprendente: dinamico, coinvolgente, attento ad evitare sia i sentimentalismi inutili che gli esagerati dispiegamenti di effettoni à la Michael Bay, L’Alba del Pianeta delle Scimmie è decisamente un buon blockbuster. Wyatt evita abilmente il trappolone generato dall’ineluttabilità del finale (conoscendo la saga, sappiamo già cosa aspettarci) concentrandosi sui dilemmi etici e sull’epica tragica della storia, con una scelta vincente: il graduale e calcolato spostamento del focus narrativo dal giovane scienziato Will Rodman (James Franco, un po’ spaesato), che per primo sperimenta sulle scimmie il virus che le renderà più evolute, allo scimpanzè geneticamente mutato Cesare, che da cucciolo più intelligente della media si trasforma in carismatico leader dei primati. Tu chiamala se vuoi performance capture, ma il personaggio di Cesare è uno dei più intensi visti sullo schermo quest’anno: merito del connubio tra gli artisti della Weta Digital (chapeau) e la straordinaria interpretazione di Andy Serkis, eccezionale nei movimenti, nella mimica e negli sguardi, capace di spaventare, commuovere e affascinare. Non resta che sperare che i già programmati seguiti non buttino all’aria quanto di buono visto finora.

No dico… ma veramente ti è piaciuto?
Visto oggi e se ho tempo domani scrivo la mia di riflessione… e non sarà molto generosa.
Pubblicato da Lord | 26 settembre 2011, 01:05Per me funziona, non ho trovato difetti.. a parte il personaggio di Freida Pinto che avrebbe potuto tranquillamente essere eliminato dallo script. Fila, non è mai noioso, evita la retorica, l’azione è buona e gli effetti speciali eccellenti… da un film di fantascienza di intrattenimento sinceramente non mi aspetto molto altro.
Pubblicato da Lucy | 26 settembre 2011, 09:17