(La piel que habito, Pedro Almodòvar, Spagna 2011)
Dopo aver perso la moglie, carbonizzata in un tragico incidente, il chirurgo plastico Robert Ledgard (un sorprendente e redivivo Antonio Banderas) diviene ossessionato dall’idea di creare un tessuto epidermico in grado di resistere a qualunque tipo di alterazione. Per questo conduce, nella sua clinica privata al riparo dagli occhi della comunità scientifica, esperimenti che sfidano i principi della bioetica e non solo: nel suo intento abbandonerà ogni scrupolo morale, accecato da un amore folle e da un perverso desiderio di vendetta. Non vogliamo svelare troppo della trama dell’ultimo Almodòvar, in concorso a Cannes e tratto dal romanzo Tarantola di Thierry Jonquet, anche se potete facilmente immaginare che ci troviamo davanti alla narrazione complessa e all’ambigua rete di intrighi, sentimenti forti e personaggi estremi tipica del regista spagnolo, e declinata al solito tra desiderio, tradimento, morte, ossessione, pazzia, identità sessuale e via discorrendo. Dove La pelle che abito riesce, a mio parere, è proprio nella creazione di una nuova pelle: una elegante e sofisticata patina di inquietudine orrorifica, sottolineata dalle splendide musiche di Alberto Iglesias e dalla fotografia di José Luis Alcaine, e che contiene, in realtà, le forme del melodramma tanto caro ad Almodòvar (il suo scienziato impazzito per amore altro non è che una rivisitazione di un motivo hollywoodiano piuttosto classico). E’ singolare provare tanta repulsione di fronte a un film dove non scorre (quasi) una goccia di sangue, e il coraggio di Almodòvar nel tentare la via dell’ibrido horror è da lodare. Dove però il film fallisce, purtroppo, è nel sacrificare troppo al trionfo della forma: qualche brusco passaggio narrativo (inclusi un finale un po’ così e uno spiegone affidato ad una altrimenti ottima Marisa Paredes) e una generale vuotezza e pochezza emotiva influiscono sulla riuscita dell’opera, come se ad Almodòvar interessasse più la messa in scena della propria abilità che non lo svelamento delle tensioni tra i personaggi.

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