Reign Over Me (id.), di Mike Binder (USA, 2007). Snobbato dalla distribuzione italiana (è uscito – forse – a fine estate di quest’anno), lo puntavo da molto tempo: si è rivelato all’altezza delle aspettative. Adam Sandler quando decide di calarsi in panni drammatici e traumatizzati è veramente bravo (vedi Ubriaco D’Amore) e la sua storia [un dentista la cui famiglia muore su uno degli aerei dell'11 settembre] intrecciata con quella del compagno di università Don Cheadle è molto più emozionante di un celebrativo World Trade Center di Stone. Non è perfetto, ma emoziona e insegna che nella vita servirebbero un amico in più e uno psicologo in meno [tranne che si tratti di Liv Tyler]. (Charlie)
La Maledizione dello Scorpione di Giada (The Curse of the Jade Scorpion), di Woody Allen (USA, 2001). Ha ritmo, classe, un ottimo cast. Piacevole, anche se il troppo Woody stroppia; fortunatamente ci sono Hunt, Akroyd e il mitico Vizzini a bilanciare. (Charlie)
Waitress (id.), di Adrienne Shelly (USA 2007). Una piccola storia che colpisce al cuore, sulla scia di film come Chocolat. Commedia dolceamara con una brillante e convincente Keri Russell: “Felicity” è diventata adulta. (Lucy)
L’Amore Giovane (The Hottest State), di Ethan Hawke (USA 2006). Per la seconda regia di Hawke, un autoritratto vibrante e onesto incentrato sullo “stato bollente” del primo amore. Non perfetto, con molti limiti, ma sincero e senza pretese. (Lucy)

