Mission: Impossible 4 – Ghost Protocol

(Brad Bird – USA 2012)

Quando si dice: il regista fa la differenza. Sì perché dopo 3 ottimi capitoli della saga di Ethan Hunt molto diversi tra loro (io salvo anche il secondo, di John Woo), come poteva rinnovarsi la saga senza ripetersi? Risposta: con un altro cambio di registro-regista. In Ghost Protocol si ride. E parecchio. Perché in fondo anche ai migliori agenti capitano gli imprevisti e in questo film c’è poco che fila liscio. E i tempi perfettamente calcolati tra azione e risata, esplosioni e battute, fanno della regia di Brad Bird (ha diretto Gli Incredibili e Ratatouille) la chiave di riuscita del quarto episodio. Premesso che comunque la storia tiene (Ethan e soci vengono disconosciuti dagli Stati Uniti e per salvare il mondo da una minaccia nucleare sono costretti a cavarsela da soli), le location sono favolose (la Disneyland araba – aka Dubai – si adatta perfettamente) e i personaggi ben caratterizzati (Simon Pegg, spalla comica, su tutti). Se proprio vogliamo trovargli un difetto, è la mancanza di un vero villain. Se il M:I 3 di J.J. Abrams si reggeva prorio su Philip Seymour Hoffman come super cattivo, Michael Nyqvist (altro prestito all’industria cinematografica americana dopo Noomi Rapace da Millenium) non ha spazio per emergere e pare serva solo a proteggere una valigetta. Che sia colpa del buonisimo della Disney (-> Pixar)?

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