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Chiara e Marco si conoscono al Liceo ed iniziano a divorare film insieme, sviluppando manie cinefile compulsive difficilmente sopportabili da chi sta loro accanto. Si capiscono al volo ma non sono quasi mai d’accordo… e pensano che questo sia un motivo sufficiente per tediare la gente con l’ennesimo blog sul cinema.

Chiara (Lucy). E’ convinta che i film di Martin Scorsese costituiscano l’unico e il solo Verbo in pellicola. Sa essere moooolto intransigente quando si toccano i suoi Miti (Kubrick, Truffaut..), e i due anni di specialistica DAMS l’hanno resa un po’ più snob (ma solo un po’!!). Preferisce provare prima di giudicare, ma evita a priori tutti quei “film” o presunti tali categorizzabili sotto l’infelice definizione di cinepanettoni.

Marco (Charlie). Diviso tra Hollywood e i film “alternativi”, crede che un buon film si basi su una buona sceneggiatura più che su artifizi cinematografici o registi d’avanguardia (d’altra parte sono un amateur!). Quale ingegnere informatico, ha un culto per gli effetti speciali e per tutto ciò che la tecnologia ha reso possibile in pellicola. Dategli un po’ di dramma, una bella colonna sonora, qualche volto noto e un trailer accattivante, e lo farete felice.

“In many ways, the work of a critic is easy. We risk very little yet enjoy a position over those who offer up their work and their selves to our judgment. We thrive on negative criticism, which is fun to write and to read. But the bitter truth we critics must face is that, in the grand scheme of things, the average piece of junk is more meaningful than our criticism designating it so. But there are times when a critic truly risks something, and that is in the discovery and defense of the new.”

(dal film Ratatouille, Brad Bird, USA 2007)